I Motori di Ricerca (*)
I trucchi per essere ai primi posti

 

(un capitolo del nostro manuale di Emarketing)

(*) leggi, in fondo alla pagina il parere di un altro esperto

Come molti già sanno, i motori di ricerca che contano sono pochi: essi coprono, da soli, almeno l’80-90% delle richieste d’informazioni andate a buon fine e, anche se il “navigatore” consulta altri motori, non prescinde mai da questi fondamentali:

I motori principali, sono (in ordine puramente alfabetico):

Altavista
Alltheweb
Aol
Arianna
AskJeeves
Dmoz
Excite
Google
Hotbot
Il Trovatore
Iol
InfoSpace
Janos
Katalogo
Lycos
Looksmart
Msn
Metacrawler
Netscape
Overture
Simpatico
Supereva
Tecnoseek
Tiscali
Virgilio
Webcrawler
Yahoo

Al di là dell'ordine alfabetico, tuttavia, i motori che, nella nostra esperienza, danno i migliori risultati, sono Google, Alltheweb, Altavista, Yahoo, MSN e, per l'Italia, Virgilio e Arianna. Questo senza nulla togliere alla validità degli altri motori, l'inserimento nei quali è pur sempre strategico e altamente raccomandabile.

I principali tra questi motori di ricerca hanno anche una versione “locale” per le principali nazioni oltre, ovviamente, alla sezione internazionale che copre gli USA.

Tutti i motori sopra citati inseriscono i siti gratuitamente, ma hanno anche dei programmi d’inserimento a pagamento, che consentono sia un inserimento più veloce sia un trattamento “di favore” nell’evidenziazione del sito.

Discorso a parte va fatto per “Inktomi”, motore di ricerca in pratica esclusivamente a pagamento, che consente l’inserimento automatico in molti degli altri principali motori di ricerca. I costi sono relativamente bassi e i risultati sono notevoli, purché il sito sia in sé interessante (perché il motore segnala, ma è poi il consumatore che decide dove andare tra le scelte fornite dal motore) e nel sito siano state inserite le giuste “parole chiave”.

Fare Inktomi, comunque, non deve escludere l’inserimento diretto anche negli altri motori principali, perché ogni motore di ricerca ha regole e criteri suoi propri e conviene quindi sempre utilizzare anche il canale diretto, tanto più che i costi sono davvero relativamente contenuti.

Abbiamo parlato di “parole chiave”; esistono, all’interno della costruzione del sito e anche nel modulo di segnalazione del sito ai motori di ricerca, delle posizioni in cui inserire, in tre punti diversi (titolo, description, keywords) quelle parole, o gruppi di parole (le famose "meta-tags"), che noi riteniamo che il consumatore userà quando andrà a cercare, su Internet, informazioni relative ai servizi (o prodotto) che noi offriamo. Noi dobbiamo inserire, negli appositi posti della costruzione del sito, proprio tali parole.

Ad esempio, nel caso abbiate un sito su turismo in un villaggio vacanze, “villaggi vacanze”, “vacanze nel mediterraneo”, “Italia”, “Grecia”, “vacanze musicali”, “gastronomia”, “folklore”, “tradizione”, “buona cucina”, “intrattenimento e vacanze”, ecc. ecc.: questi sono solo degli esempi.

In realtà i meta-tags vanno inseriti in tre punti specifici. Nella pagina che state costruendo con l'apposito programma (parliamo di Microsoft Frontpage) occorre cliccare, nel menù in alto, l'opzione "File" e poi, verso il fondo del menù a discesa che appare, la parola "proprietà".

Apparirà una finestrella di dialogo con dei titoletti: "Generale, Sfondo, Margini, Personalizza, Lingua".

Il primo titoletto, "Generale", ha una finestrella verticale, intitolata "Titolo" (o "Title" se la vostra versione di Frontpage è in inglese). In tale spazio va appunto inserito un titolo che spieghi, in breve, il contenuto della pagina, usando quei termini che si ritiene il nostro potenziale lettore vada poi a cercare sui motori di ricerca.

Il "Titolo" di questa pagina, ad esempio, è I Motori di Ricerca, trucchi per essere ai primi posti. Il titolo non dovrebbe superare le 5 o 6 parole, con un massimo di 70 caratteri.

Dopo aver compilato il "Titolo", nella famosa finestrella di cui parlavamo all'inizio (quella con i 5 titoletti delle "proprietà pagina"), dovremo cliccare la parola "personalizza". 

 

Apparirà una finestra di dialogo con due spazi: il primo si chiama "variabili di sistema", e non ci interessa. Nel secondo, che si chiama "variabili utente", sono già inserite due variabili: una si chiama "GENERATOR" e l'altra "Progld".

A sinistra ci sono tre pulsanti grigi, su uno dei quali è scritto "aggiungi". Cliccandolo, appare una finestrella intitolata "variabili utente", con due righe. Quella più in alto si chiama "Nome" e ci scriveremo "description" (senza le virgolette, e col nome proprio così, in inglese); nella seconda riga, quella sotto, inseriremo la descrizione dettagliata del contenuto del nostro sito, evitando congiunzioni, articoli, preposizioni che non servono e rubano spazio, e usando quelle parole che, oltre a descrivere il contenuto del sito, siano anche quelle che il visitatore inserirà nei motori di ricerca quando vuole vedere cose c'è nel Web su un determinato argomento.

La description non deve superare i 200 caratteri, senza andare a capo e separando gli argomenti con delle virgole. 

Diamo, come esempio, la "description" del nostro sito Publinter, ai primi posti nei principali motori di ricerca:

pubblicità, marketing, consulenza online, strategie comunicazione marketing, posizionamento, marketing mix comparato, promozioni, ricerche, packaging, PR, direct e trade marketing, telemarketing

Finita la digitazione, clicchiamo il pulsante "OK" e torniamo alla finestra "variabili utente", dove schiacceremo ancora il pulsante grigio "aggiungi".

Questa volta, nella prima delle due righe che appariranno, scriveremo "keywords" (minuscolo e senza le virgolette).

Nella riga sotto metteremo le famose "parole chiave". Quelle parole, cioè, che pensiamo che il lettore inerirà nei motori di ricerca quando cerca gli argomenti che noi trattiamo. Ovviamente cercheremo di non ripetere troppe delle parole già inserite nella "description", anche se i motori di ricerca vanno poi a cercare sia le parole della description sia quelle delle "keywords".

Le keywords possono essere sia parole singole sia gruppi di due, tre, quattro parole; ciascun gruppo di keywords viene separato dal successivo per mezzo di una virgola. Per le keywords possiamo arrivare sino a 900 caratteri.

Diamo qui di seguito, come esempio, le keywords del nostro sito Publinter:

marketing planning strategico, finanziario, strumenti, pubblicità, strategie di comunicazione, promozioni e piani tecnici, consulenza online, pianificazione media, analisi comparata marketing mix, creazione posizionamento, ricerche pubblicitarie, analisi stili vita consumatori, valutazione efficacia pubblicità, checkup azienda, checkup prodotti e comunicazione, analisi del packaging, studi sulla distribuzione, interpretazione dati nielsen, direct e trade marketing, PR, telemarketing, game online lancio nuovo prodotto, manuale emarketing, glossario nuovi termini, aiuto tesi, lezioni marketing e comunicazione, parole che vendono, rilancio prodotti e marche

Anche in questo caso, dopo aver digitato le parole chiave, cliccheremo su OK tornando alla finestra di "proprietà pagina", cliccheremo "OK" anche su questa finestra (mi raccomando, altrimenti tutto il nostro lavoro non verrà "salvato") e, quindi, salveremo la pagina usando una forma abbreviata del titolo che Frontpage stesso ci proporrà automaticamente. Abbreviata perché, per gestire la pagina stessa, è più comodo che si chiami "motori.htm" o "motori_ricerca.htm" anziché "I Motori di Ricerca trucchi per essere ai primi posti.htm"...

Molti motori, inoltre, non rilevano, o non si limitano a rilevare, le parole chiave, ma vanno proprio a cercare cosa c’è scritto all’interno del sito. E’ quindi molto importante che nei testi di ciascun sito vengano poi effettivamente trattati quegli argomenti che abbiamo inserito nelle parole chiave.

Infine, attenzione alle cosiddette "pagine dinamiche", fatte in "flash" con animazioni ed altri "effetti speciali", perché i motori di ricerca non sono in grado di rilevarne le parole chiave e di indicizzare propriamente il sito.

E' allora necessario ricorrere a delle "doorway", che sono delle speciali pagine di collegamento tra la pagina in "flash" del vostro sito e i motori di ricerca. Se ne parla abbastanza diffusamente e con indicazioni pratiche su come fare, all'indirizzo che riportiamo qui sotto, purtroppo è in Inglese... How to make Doorway Pages

Per completare il quadro, vi indichiamo un altro sito, sempre in Inglese, dove si spiega perché le pagine in flash sono più dannose che utili per apparire bene sui motori di ricerca: leggete in particolare le riposte numero "5" e "6": Search Engines submission

 

(*)
un interessante articolo di "romaexplorer.it" sui motori di ricerca
(in Italiano)
clicca qui per leggerlo

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