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Glossario dei nuovi termini di marketing
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(se non vedi il termine che cerchi clicca qui)

Negli ultimissimi anni sono nati e si sono diffusi alcuni nuovi termini di marketing: alcuni fanno effettivamente riferimento a nuove tecniche, per altri si tratta invece di aver dato un nome più specifico, o più "catching", a tecniche già esistenti, ma che sono state rivisitate e messe meglio a punto per adeguarle al consumatore dei nostri giorni.

I termini che riportiamo e quelli che andremo man mano inserendo in futuro, sono davvero "nuovi"; non chiedetevi quindi perché termini come "posizionamento" o "custom marketing" (cioè fatto su misura per il singolo cliente) non sono inseriti. Ormai non sono più "nuovi".

Se cercate dei termini piu' tradizionali, come ad esempio "posizionamento" o "marketing mix" o "definizione di marketing", usate l'opzione "cerca nel sito", a pie` di pagina, scritta in giallo con la freccetta.

Emarketing
Non è più "nuovo", ma lo inseriamo lo stesso per la sua attualità.
E' l'insieme delle tecniche da adottare per fare del marketing sul Web: dal design e dall'impaginazione delle singole pagine alla struttura del sito; dall'iscrizione nei motori di ricerca alla tecnica delle "metatags"; dalla presentazione dei prodotti o servizi al sistema di vendita (carte di credito o altro) ; dall'individuazione del consumatore all'acquisto o alla costruzione di liste di indirizzi email; dalla pubblicità con banner, passaparola, scambio di links, a redazionali e pubblicità sui mezzi tradizionali (TV, Stampa, Poster, Radio, ecc.). 
Ecommerce
Anche questo è un termine ormai non più nuovo, ma molto attuale.
E' la traduzione in "vendite" di quanto messo a punto con l'Emarketing. L'Ecommerce sta all'Emarketing come nella "old" economy, le Vendite stanno al Marketing. E', in altre parole, uno degli strumenti dell'Emarketing.
Permission Marketing
E', per la verità, più una filosofia di comunicazione che una tecnica di marketing. Consiste nel richiedere e ottenere in anticipo, dai consumatori che si vogliono raggiungere, il permesso di inviare loro informazioni sul prodotto o servizio che si vuole vendere.
Il tipico esempio sono le "Opt-in" email, quelle email, cioè, che sono state "Opted in", cioè accettate in anticipo compilando un modulo con cui si dà l'OK a riceverle. E' una tecnica tipica dell' Emarketing, opposta al cosiddetto "Interruption Marketing", in cui la comunicazione pubblicitaria ci interrompe da ciò che stiamo facendo: esempi tipici sono i banner e, ancor più, le finestre "pop up" su Internet e, nella vita di tutti i giorni, gli spot TV che interrompono i film.
Viral Marketing
Il Marketing Virale non è una cosa nuovissima: è più la messa a punto di qualcosa che già esisteva, e cioè il marketing multilivello o "network marketing" (marketing "di rete"). In molti di questi nuovi termini si tende a fare un po' di confusione tra marketing e comunicazione, e a usare il termine "marketing" anche per azioni che sono invece di sola comunicazione. Comunque, il termine "virale" viene adottato perché la tecnica di marketing, o la comunicazione messa in atto, contiene in sé qualcosa che spinge chi la riceve a diffonderla a sua volta, proprio come un virus. Nel marketing multilivello il sistema usato è intuitivo: oltre a vendere i miei prodotti io cerco anche di convincere l'acquirente a divenire a sua volta, oltre che consumatore, anche venditore di tali prodotti. Nella comunicazione, invece, la tecnica è più sfumata e di meno facile applicazione: si tratta d'inserirvi qualcosa che spinga chi la riceve a diffonderla. Un esempio semplice ma tipico è quello  di "Hotmail", che regala un servizio di indirizzo email e fa aggiunge, in coda ad ogni email inviata, un corto messaggio che dice "anche tu puoi ottenere il tuo indirizzo email gratuito a www.hotmail.com. Un altro esempio, più articolato, di marketing virale, lo trovate (in inglese) collegato a questo stesso sito: provate a seguirlo e vedrete voi stessi i risultati.
One-to-One Marketing

(vedi anche CRM)

Il Marketing "one-to-one" esisteva già, è stato messo a punto all'inizio degli anni '80 dalle Società Giapponesi e si chiamava "Custom Marketing", cioè marketing fatto a misura del singolo consumatore. Si trattava di marketing di beni industriali, ma è stato ben presto adottato dalle Società  di Computer (HP in testa) e poi anche da altri tipi di società, nei più svariati settori. Consiste, in sostanza, nel progettare un prodotto (viene però meglio coi servizi) in modo molto "elastico", così che se ne possano poi fare varianti e adattamenti a seconda delle esigenze del singolo Cliente. Anche qui, su Internet, spesso si vedono azioni definite one-to-one marketing ma che, in realtà, sono azioni di Comunicazione "personalizzate", fatte cioè per il singolo utente. La differenza è, ovviamente, sostanziale, perché un conto è se ti vendo un prodotto che ho modificato apposta per te e per le tue esigenze, un altro è se mi limito a fare una pubblicità che ti dia l'impressione di rivolgersi solo a te. Insomma: la differenza tra forma e sostanza. Fare dell'one-to-one a livello di comunicazione non è difficile; farlo a livello di prodotto richiede un enorme sforzo di progettazione; farlo a livello di servizio è invece più semplice, basta avere una vasta preparazione e conoscenza del mercato, nonché una mentalità elastica e aperta ai bisogni del consumatore (e dovremmo averla sempre...). Il marketing one-to-one (anche 1to1) è un termine "creato" da Don Peppers, che ne ha parlato per la prima volta in un suo volume del 1993 e che tiene attualmente un sito di servizi sull'argomento.
CRM
CRM (Marketing Relationship Management) è la stessa cosa che marketing "one to one", ma ha un'accezione più vasta. E' chiamato anche "marketing di relazione" ed è considerato da molti come  il "nuovo" strumento del marketing, quello da usarsi per eccellenza, anche se si applica soprattutto nel "business to business" (B2B). Per un approfondimento vedi il nostro studio sul CRM. 
Hand-to-Hand Marketing
Letteralmente "hand-to-hand", cioè da mano a mano. E' più una forma di comunicazione o, meglio, una tecnica promozionale, che non una vera e propria strategia di marketing. Le Fiere, ad esempio, sono una forma di hand-to-hand, poiché la comunicazione, a volte anche il campione del prodotto, vengono dati direttamente "in mano" al consumatore. Un'altra forma è costituita da veicoli appositamente addobbati, che girano all'interno di una città, o in più città, creando volta per volta dei mini-eventi, magari anche con musica, piccoli spettacoli, personaggi in maschera (tipo "Gabibbo" o Paperino, ecc.) per attirare il pubblico e dare volantini, documentazione, campioni di prodotto. Una terza forma è costituita dall'uso di promoters, o propagandisti, che vanno a visitare direttamente i consumatori potenziali (un po' i "piazzisti" degli anni '50...).
Geomarketing
Il Geomarketing era nato, in origine, come tecnica per gestire le operazioni di marketing di quelle aziende che operano su un territorio geograficamente ridotto rispetto a quello nazionale. Questa esigenza era particolarmente sentita negli Stati Uniti, dove l'estensione geografica e la condensazione degli abitanti di certi Stati ne faceva delle vere e proprie nazioni, non facili e comunque piuttosto costose da coprire con una rete di venditori e con le azioni di comunicazione. Il Geomarketing si occupava, quindi, della scelta delle zone a cui dare la precedenza e delle tecniche di copertura, in termini di vendita e comunicazione, delle stesse. Si arrivava anche, e lo si continua a fare, a immettere, sui vari mercati locali, delle varietà di prodotto specifiche, studiate apposta per quell'area. L'esatto contrario, insomma, del concetto di "globalizzazione". In Italia, il Geomarketing era applicato soprattutto da Aziende operanti in ambito regionale o pluriregionale, ma che non avevano interesse a coprire tutto il territorio nazionale. Altri esempi tipici di Geomarketing sono: Turismo, supermercati, filiali di banche. Oggi, comunque, il Geomarketing viene molto spesso inteso come accurata segmentazione di un vasto mercato, poniamo quello europeo, nelle singole realtà nazionali, che vengono studiate in modo molto dettagliato, specie per quanto riguarda l'identificazione dei consumatori in target. Il Geomarketing è quindi divenuto uno strumento della globalizzazione, per meglio coprire le eventuali differenze di realtà locali che interessano. E' il noto principio del "Think global, act local": e cioè Strategie globali, ma tattiche locali.
Checkup

Non è un termine nuovo, ma sta tornando, e giustamente, di gran moda per verificare la "salute" aziendale. “Checkup” è, ovviamente, un termine mutuato (ci sembra il caso di    dirlo...) dalla medicina. Ha, in campo aziendale, proprio lo stesso significato che ha in quello medico: l’analisi e la verifica di una serie di aspetti e di parametri della vita e delle performance di un’azienda, condotte allo scopo di accertarne lo stato di salute e di individuare la tipologia e le dimensioni di eventuali problematiche. Tutto questo allo scopo di giungere non solo a una diagnosi, ma anche e soprattutto alla “terapia” (ove sia il caso) più adatta e più mirata. Una curiosità: il termine checkup applicato alle aziende e al marketing fu "inventato", da Alberto Guastini nel Giugno del 1969 in un articolo apparso su “Il Direttore Commerciale”, la più nota rivista di marketing dell'epoca, che trattava, appunto, i problemi di commercializzazione di prodotti. L’articolo s’intitolava “Un punto fermo sul Marketing”, e introduceva il concetto (e il servizio) di “Checkup” come sistema di verifica del marketing aziendale.
Gli aspetti presi in esame dal Checkup sono i seguenti:
1.      le componenti del conto economico dell’Azienda;
2.      l’organigramma e la struttura dei diversi reparti;
3.      il “flow” del lavoro e delle informazioni;
4.      la valutazione del rischio imprenditoriale;
5.      le tecniche di previsione di fatturato e di costi
6.      gli strumenti e le tecniche di new business.

Reverse Marketing
In sé non si tratta di una tecnica o di un insieme di strumenti di marketing, ma di una semplice espressione che richiama il concetto di relazione condotta dal cliente. Questo agisce definendo l'offerta alla quale vuole accedere, personalizzandola, avendo possibilità di accedere ai servizi di supporto dell'impresa da ogni luogo in ogni momento e decidendo in autonomia quali comunicazioni autorizzare e quali inibire, provvedendo in tal modo ad auto-segmentarsi. È implicito in tale espressione, l'utilizzo da parte dell'impresa degli strumenti e delle logiche del one to one marketing, del Permission marketing e così via, nonché delle tecnologie e dei canali digitali, senza i quali cadrebbero i presupposti di un approccio sempre più cliente centrico nel senso appena definito.
(cfr, Kotler: "Now Economy marketing is fundamentally reversed from finding customers for products to finding products for customers").
(Fonte: Costabile, 2001; Kotler et al., 2002)
Definizione di: Gianluca Salviotti, Laureando in Marketing Università di Pavia  ilsalvio@libero.it
Multichannel Marketing

Da sempre il marketing utilizza una pluralità di mezzi per veicolare le comunicazioni pubblicitarie: dai depliant, alle brochure, agli spazi sui periodici, fino alla radio e la televisione. Allo stesso modo, i canali di distribuzione dei prodotti sono sempre stati molti: dalla vendita postale per catalogo, al ricorso ad agenti sparsi sul territorio, fino all’utilizzo intenso dell’intermediazione commerciale. Il marketing quindi è sempre stato multi-channel, sia per la comunicazione, sia per la distribuzione. Perché, dunque, scomodare un concetto dato per scontato da qualsiasi marketer? Perché soprattutto grazie ad Internet, ma anche con altri nuovi mezzi (Wap, SMS, ecc), è oggi possibile rendere le esperienze di comunicazione e/o di acquisto omogenee, in grado cioè di dare al cliente quelle sensazioni e quelle esperienze che in passato i diversi mezzi (stampa, televisione, ecc) o i diversi canali (il negoziante sotto casa, il catalogo spedito per posta) potevano dare solo separatamente. Qualche esempio: guardando la pubblicità di un’auto su un giornale, potevo sapere la cilindrata, i cavalli, godere  della sua linea raffinata, ma niente a che vedere rispetto al concessionario sotto casa che me la faceva provare, così per curiosità. Allo stesso modo, se decidevo di acquistare una camicia sul catalogo tal dei tali a p. 15, nessuno mi diceva immediatamente: ci starebbe proprio bene il pullover di p. 38. I mezzi di comunicazione erano gestiti indipendentemente tra loro e indipendentemente dai canali di vendita. Il multi-channel marketing dà la possibilità di fare tutte queste cose allo stesso tempo, di promuovere la stessa iniziativa di marketing con più mezzi, ma offrendo al consumatore la stessa identica sensazione o esperienza di acquisto con ognuno. Pensiamo al marketing geniale della Kinder, che ha avuto l’idea di far trovare la sorpresa dell’ovetto sia in termini fisici, sia su Internet, dove usando un piccolo codice trovato col giocattolo si può accedere ad un video-game a sorpresa (www.magic-kinder.com). Pensiamo a Costa Crociere, che fa trovare i cataloghi non solo in agenzia, dove competenti impiegati ti portano con la fantasia sulla nave, ti dicono quando si parte, se c’è posto ecc, ma anche on-line (www.costa.it), dove puoi visitare le cabine, il pontile, la sala da pranzo, la piscina e intanto verificare disponibilità, i prezzi ecc. Pensiamo a quelle banche on-line (www.webank.it) che ti consentono di operare sul conto dal PC, dal palmare, dal Wap e intanto ti avvisano con gli stessi mezzi che c’è una quotazione da non perdere o che c’è una promozione sulle carte di credito, come se entrassi in banca e ti mettessi davanti al tuo funzionario di fiducia. Il consumatore ha oggi a disposizione dei mezzi di comunicazione che sono anche potenti canali di vendita e viceversa. È fondamentale che il marketing colga questa opportunità, che segua anche questo aspetto del reverse marketing  (è il cliente a decidere il mezzo/canale): ha perciò bisogno di iniziative il più possibile coerenti su ogni mezzo, che nel caso di Internet (ma non solo) è anche un canale di vendita.
Definizione di: Gianluca Salviotti, Laureando in Marketing Università di Pavia 
ilsalvio@libero.it

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Aggiornato il: 26-08-2006 .